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Economia circolare: dall’olio esausto al biodiesel. Gli scarti provenienti da oli vegetali esausti da cucina esausti che si trasformano in risorsa.

Economia circolare: dall’olio esausto al biodiesel

Economia circolare, ovvero un sistema economico in grado di rigenerarsi da solo. Esattamente come fanno gli scarti provenienti da oli vegetali da cucina esausti, rifiuto con potere altamente inquinante se smaltito attraverso scarichi domestici o rete fognaria, che può essere trasformato in biodiesel.

Quanto inquina 1 Kg di olio da cucina?

Per depurare le acque inquinate da olio vegetale, smaltito in modo non corretto, sono necessari fino a 3 Kwh per ogni kg di olio, più i costi di manutenzione degli impianti di depurazione. Un vero spreco di energia oltre che un danno per l’ambiente.

Quanto “olio da buttare” viene prodotto?

Oli provenienti da frittura, usati in cucina o per conservare gli alimenti nei vasetti si stima che vengano prodotti in grande quantità: ogni persona, infatti, raggiunge quota media pari a 5 Kg l’anno.

Come dare una seconda vita all’olio vegetale esausto?

Ad esempio la bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in bioraffineria, trasforma l’olio vegetale esausto in green diesel, prodotto completamente rinnovabile che costituisce il 15% di un carburante diesel ecologico.

Quali i benefici per l’ambiente?

L’operazione, oltre che sensibilizzare i cittadini circa l’importanza del corretto smaltimento di oli, si stima che possa ridurre fino al 40% le emissioni inquinanti.

Un economia veramente circolare, un vantaggio per l’ambiente, un vantaggio per tutti.

[www.techeconomy.it – CC BY-NC-SA 2.5]