Giornata Mondiale degli Oceani 8 Giugno 2019

Giornata Mondiale degli Oceani 8 Giugno 2019

Giornata Mondiale degli Oceani 2019 – Ecodep news: prevenire l’inquinamento della plastica è il tema FOCUS designato dall’ONU della giornata; numerose le iniziative di sensibilizzazione in Italia e nel Mondo.
Quest’anno, il Presidente dell’Assemblea Generale ha lanciato “Play It Out”, una campagna globale contro l’inquinamento plastico.
La corretta gestione del ciclo dei #rifiuti protegge il nostro ambiente.
Insieme possiamo proteggere e ripristinare il nostro oceano.
https://www.worldoceansday.org/

"FARE I CONTI CON L'AMBIENTE" :dall’ 8 al 10 maggio a Ravenna un evento tecnico-scientifico e culturale riguardante il tema di rifiuti, bonifiche e ambiente

FARE I CONTI CON L’AMBIENTE: rifiuti e sostenibilità ambientale

“FARE I CONTI CON L’AMBIENTE” – dall’ 8 al 10 maggio a Ravenna un evento tecnico-scientifico e festival culturale riguardante il tema di rifiuti, energia, bonifiche e sostenibilità ambientale.
Numerose le iniziative di formazione tra le quali: Bonifica dei siti contaminati, Gestione di rifiuti, Gestione dei Sistemi Idrici.
di seguito il link alla guida all’evento.
Trasformare tonnellate di rifiuti di plastica in benzina e diesel poco inquinanti. Un team di chimici della Purdue University trova la soluzione.

Trasformare tonnellate di rifiuti di plastica in benzina e diesel poco inquinanti

I rifiuti in plastica potrebbero essere utilizzati per produrre combustibile. Un nuovo studio ha sviluppato una tecnica in grado trasformare milioni di tonnellate di plastica, quasi un quarto dei rifiuti, in un carburante simile a benzina o diesel.
Una notizia che è veramente importante se si pensa all’ormai grande problema che i rifiuti plastici rappresentano per il nostro pianeta e il nostro ambiente.

Ogni anno infatti sono 300 milioni le tonnellate di rifiuti che finiscono nelle discariche, nell’ambiente e in mare.
Se ridurre l’utilizzo e di conseguenza la produzione è la regola numero uno, dall’altra si cerca di trovare soluzioni utili a gestire la plastica a fine vita, partendo da una corretta raccolta differenziata.

Un team di chimici della Purdue University potrebbe aver trovato una soluzione ai nostri problemi. Essi hanno ideato un modo per convertire il polipropilene, un tipo di plastica comunemente usato nei giocattoli, nei dispositivi medici e negli imballaggi come sacchetti di patatine, in benzina e carburante simile al diesel ma meno inquinante. A loro avviso, questo combustibile è adatto a essere usato come blendstock, uno dei componenti principali del carburante utilizzato nei veicoli a motore.

La tecnologia, ideata da Wang, Kai Jin, studentessa e Wan-Ting (Grace) Chen, ricercatrice postdottorato alla Purdue, può convertire oltre il 90% dei rifiuti poliolefinici in prodotti diversi, inclusi i polimeri puri, nafta, combustibili o monomeri.

Spinto dai numeri spaventosi legati al marine littering, Wang ha capito che doveva fare qualcosa. Di tutte le materie plastiche prodotte negli ultimi 65 anni (8,3 miliardi di tonnellate), circa il 12% è stato incenerito e solo il 9% è stato riciclato. Il restante 79 percento è andato in discarica o negli oceani. Il Forum economico mondiale prevede che entro il 2050 gli oceani conterranno più plastica che pesce.

Una volta che la plastica viene convertita in nafta, può essere utilizzata come materia prima per altre sostanze chimiche o ulteriormente separata in solventi speciali o altri prodotti. I combustibili derivati da questo processo sarebbero in grado soddisfare il 4% della domanda annuale di benzina o diesel.

“Queste materie plastiche si degradano lentamente e rilasciano microplastiche e sostanze chimiche tossiche nel terreno e nell’acqua. È una catastrofe, perché una volta che questi inquinanti sono negli oceani, è impossibile recuperarli completamente” ha detto Wang.
Il team sta lavorando per ottimizzare il processo di conversione per produrre benzina di qualità o carburanti diesel.
[fonte – greenme.it]

Rapporto Eea sulle sostanze chimiche nelle acque superficiali. Sostanze chimiche presenti nell'acqua che comportano rischi significativi per l'ambiente.

Rapporto Eea sulle sostanze chimiche nelle acque superficiali.

Da poco è stato pubblicato il rapporto 2019 dell’Agenzia europea dell’ambiente, con l’obiettivo di migliorare la comprensione di quali sostanze chimiche continuano a comportare rischi significativi per l’ambiente, specialmente quando sono presenti nell’acqua; in particolare nelle acque superficiali europee.

Il rapporto fornisce una panoramica delle informazioni sugli inquinanti utilizzate nella valutazione della qualità delle acque ai sensi della direttiva europea e descrive alcune delle tecniche più recenti per valutare la qualità dell’acqua, la modellizzazione e la segnalazione delle fonti di inquinamento diffuse.

La principale preoccupazione riguarda i microinquinanti e il cosiddetto “effetto cocktail”, cioè le miscele di singole sostanze chimiche, che possono essere presenti singolarmente a concentrazioni innocue, ma che  possono combinarsi e rappresentare un rischio per la salute.

Uno studio utilissimo da tenere sempre presente.

di seguito il link al rapporto completo.

Il rapporto Eea

[fonti :eea.europa.eu ,  greenreport.it]

Rifiuti elettronici - raggiunte 48,5 milioni di tonnellate nel 2018. Il flusso di rifiuti in più rapida crescita rapporto del World Economic Forum.

Rifiuti elettronici – raggiunte 48,5 milioni di tonnellate nel 2018

Nel mondo ogni anno si creano 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici di cui solo il 20% viene riciclato. Lo afferma un rapporto presentato in occasione del World Economic Forum di Davos, secondo cui una gestione corretta potrebbe creare milioni di posti di lavoro. (rapporto del World Economic Forum)

E-waste è ora il flusso di rifiuti in più rapida crescita al mondo. Si stima che questo flusso di rifiuti abbia raggiunto 48,5 milioni di tonnellate nel 2018. Globalmente, la società tratta solo il 20% dei rifiuti elettronici in modo appropriato e ci sono pochi dati su ciò che accade al resto, che per la maggior parte finisce in discarica.

Tuttavia, gli e-waste valgono almeno 62,5 miliardi di dollari all’anno, che è più del prodotto interno lordo (PIL) della maggior parte dei paesi.

L’aumento dei modelli di business dei servizi e una migliore tracciabilità e ritiro dei prodotti potrebbero portare a catene globali di valori circolari.

Se il settore è sostenuto con il giusto mix di politiche e gestito nel modo giusto, potrebbe portare alla creazione di milioni di posti di lavoro in tutto il mondo.

I progettisti, i produttori, gli investitori, i commercianti, i minatori, i produttori di materie prime, i consumatori, i responsabili politici e altri hanno un ruolo cruciale da svolgere nella riduzione degli sprechi, nel mantenimento del valore all’interno del sistema, nell’estensione della vita economica e fisica di un oggetto e la sua capacità di essere riparato, riciclato e riutilizzato.

[fonte: www.weforum.org :  A New Circular Vision for Electronics]

 

 

 

Economia circolare: dall’olio esausto al biodiesel. Gli scarti provenienti da oli vegetali esausti da cucina esausti che si trasformano in risorsa.

Economia circolare: dall’olio esausto al biodiesel

Economia circolare, ovvero un sistema economico in grado di rigenerarsi da solo. Esattamente come fanno gli scarti provenienti da oli vegetali da cucina esausti, rifiuto con potere altamente inquinante se smaltito attraverso scarichi domestici o rete fognaria, che può essere trasformato in biodiesel.

Quanto inquina 1 Kg di olio da cucina?

Per depurare le acque inquinate da olio vegetale, smaltito in modo non corretto, sono necessari fino a 3 Kwh per ogni kg di olio, più i costi di manutenzione degli impianti di depurazione. Un vero spreco di energia oltre che un danno per l’ambiente.

Quanto “olio da buttare” viene prodotto?

Oli provenienti da frittura, usati in cucina o per conservare gli alimenti nei vasetti si stima che vengano prodotti in grande quantità: ogni persona, infatti, raggiunge quota media pari a 5 Kg l’anno.

Come dare una seconda vita all’olio vegetale esausto?

Ad esempio la bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in bioraffineria, trasforma l’olio vegetale esausto in green diesel, prodotto completamente rinnovabile che costituisce il 15% di un carburante diesel ecologico.

Quali i benefici per l’ambiente?

L’operazione, oltre che sensibilizzare i cittadini circa l’importanza del corretto smaltimento di oli, si stima che possa ridurre fino al 40% le emissioni inquinanti.

Un economia veramente circolare, un vantaggio per l’ambiente, un vantaggio per tutti.

[www.techeconomy.it – CC BY-NC-SA 2.5]

Il riciclo della plastica - Come l’uso della tecnologia nello smistamento della plastica ha spinto i progressi nel riciclo della plastica.

Il riciclo della plastica

Come l’uso della tecnologia nello smistamento della plastica ha spinto i progressi nel riciclo della plastica.

Negli ultimi anni il riciclo della plastica ha fatto molta strada. Risultati confortanti per la salvaguardia dell’ambiente. All’aumento della raccolta differenziata e della domanda di materiale di recupero si è unita l’efficienza data dall’innovazione tecnologica, per consentire il maggior recupero di rifiuti.

La tecnologia di smistamento della plastica

Mentre l’innovazione tecnologica si estende dalla triturazione all’estrusione, il recupero dei materiali plastici viene ottimizzato dalla tecnologia di ordinamento automatizzata. In sostanza, vengono elaborate delle informazioni con un computer su materiali che vengono ordinati da un sistema di lame. Il sistema presenta diverse varietà:

  • La tecnologia di visione: Si tratta essenzialmente di una fotocamera in grado di ordinare il materiale in base ai colori e alle forme.
  • La tecnologia a infrarossi: viene utilizzata per distinguere i tipi di resine. Questa categoria di selezionatrici ottiche comprende raggi a distanza vicina (NIR) e media (MIR) nonché lo spettroscopio laser Raman.
  • La tecnologia a raggi X (XRF e XRD): permette agli utenti di “vedere attraverso” la plastica a livello elementare e rilevare elementi pesanti come il cloro e bromo, differenziando PVC da  PET e permette il rilevamento di alcuni elementi che non possono essere restituiti alla produzione nei mercati mondiali.

Negli ultimi anni i programmi di raccolta della plastica sono andati ben oltre le classiche bottiglie in PET, tenendo in considerazione una varietà maggiore di plastica. Una scelta giusta, per cercare di riutilizzare al meglio i rifiuti e permettere ad una maggior quantità di plastiche di raggiungere le industrie del riciclo.

L'artista Sergio Cimbali  espone, con il sostegno di Ecodep, le sculture realizzate con materiali di riciclo - XIX Assemblea di Legambiente a Rispescia (GR)

Cimbali espone all’Assemblea Nazionale di Legambiente promosso da Ecodep

L’artista Sergio Cimbali  con la mostra “Riciclarte”  a cura di Amedeo Fusco,  espone le sue sculture realizzate con materiali di riciclo in occasione di Festambiente alla XIX Assemblea Nazionale dei Circoli di Legambiente.

L’evento si svolgerà a Rispescia in provincia di Grosseto dal 16 al 18 Novembre 2018.

Il sostegno e la sensibilità di Ecodep non sono mancati anche in questa occasione : il riuso del materiale di scarto e la sua rinascita in forma d’arte sono da sempre all’attenzione di Ecodep, azienda certificata e di riferimento nella gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Ecodep, da sempre attenta alle politiche ambientali, sostiene l’arte attraverso il riciclo dei materiali e garantisce, attraverso i suoi servizi di smaltimento rifiuti, il rispetto di tutte le disposizioni a tutela dell’ambiente.

Amedeo Fusco, Centro di Aggregazione Culturale di Ragusa, ha definito Cimbali “l’artista lo scultore dello stupore”, in quanto le sue opere fanno capire che tutto è possibile suscitando perciò una fanciullesca meraviglia in chi le ammira, scaturita dall’utilizzo di materiali di uso comune tramutati in oggetti d’arte.

Facciamoci quindi stupire dal riuso dei materiali di riciclo  ed al loro mutare in arte, innescando stupore e riflessione.

Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti – rifiuti pericolosi

Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: Italia ancora prima in Europa con più di 5 mila azioni
Dal 17 al 25 Novembre si svolgerà l’edizione 2018.
 
Il tema dell’anno è la prevenzione dei rifiuti pericolosi.
La partecipazione è risultata diffusa su tutto il territorio nazionale; la principale novità è ‘adesione al comitato della Regione Sicilia.
La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è un’iniziativa volta a promuovere la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti .
 
Per “Rifiuto pericoloso” si intende un rifiuto che al suo interno contiene proprietà dannose per l’ambiente, come parti esplosive, infiammabili o tossiche.
Questi rifiuti rappresentano più di altri un rischio per l’ambiente e la salute umana e vanno ridotti e gestiti correttamente.
Un fungo scoperto per la prima volta in una discarica del pakistan, l'aspergillus tubingensis, sarebbe in grado di digerire i rifiuti in plastica.

Scoperto un fungo che divora la plastica

Un fungo scoperto per la prima volta in una discarica del pakistan, l’aspergillus tubingensis, sarebbe in grado di digerire i rifiuti in plastica. Le proprietà del microrganismo si aggiungono a quelle osservate già in diverse occasioni su specie batteriche, nonché agli appetiti della larva mangia-plastica scoperta da una ricercatrice italiana Federica Bertocchini. Gli studi sono ancora in corso, ma in futuro questo fungo potrebbe rappresentare un valido aiuto nella lotta all’inquinamento e nella trasformazione e smaltimento dei rifiuti plastici.

Nel rapporto 2018 del World’s Fungi del Royal Botanic Gardens Kew a pag 47 si parla delle capacità di bonifica ambientale ( biorisanamento) con queste parole:

“UTILIZZO DELLA CAPACITÀ DEI FUNGHI DI PULIRE L’AMBIENTE
I funghi sono notevoli nella diversità dei substrati che usano come fonti alimentari. Ciò ha portato a un crescente elenco di specie utilizzate per il biorisanamento
di ambienti contaminati da sostanze inquinanti come fuoriuscite di petrolio e sostanze tossiche sostanze chimiche (ad esempio TNT, gas nervino di sarin, pesticidi) . Tuttavia, loro
solo per la pulizia di siti contaminati da rifiuti radioattivi acidi appena iniziato a essere realizzato, in seguito alla scoperta di un fungo (Rhodotorula
taiwanensis) che non cresce solo in condizioni estremamente acide (pH 2,3) ma può anche tollerare livelli così elevati di radiazioni gamma che è uno dei
la maggior parte degli organismi resistenti alle radiazioni sulla Terra . Il suo genoma è stato di recente sequenziato per decifrare il macchinario genomico che gli consente di sopravvivere e di
determinare come questo può essere utilizzato per sviluppare nuovi modi per ripulire i terreni contaminato da rifiuti radioattivi .
Approcci simili sono anche proposti in uno studio recente che ha scoperto
un fungo (Aspergillus tubingensis) in grado di abbattere materie plastiche come
poliuretano poliestere (utilizzato in un’ampia varietà di prodotti come il frigorifero
isolamento e pelle sintetica) in settimane piuttosto che anni. Questa capacità in questo modo
ha il potenziale per essere sviluppato in uno degli strumenti necessari disperatamente
affrontare il crescente problema ambientale dei rifiuti di plastica .