Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti – rifiuti pericolosi

Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: Italia ancora prima in Europa con più di 5 mila azioni
Dal 17 al 25 Novembre si svolgerà l’edizione 2018.
 
Il tema dell’anno è la prevenzione dei rifiuti pericolosi.
La partecipazione è risultata diffusa su tutto il territorio nazionale; la principale novità è ‘adesione al comitato della Regione Sicilia.
La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è un’iniziativa volta a promuovere la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti .
 
Per “Rifiuto pericoloso” si intende un rifiuto che al suo interno contiene proprietà dannose per l’ambiente, come parti esplosive, infiammabili o tossiche.
Questi rifiuti rappresentano più di altri un rischio per l’ambiente e la salute umana e vanno ridotti e gestiti correttamente.
Un fungo scoperto per la prima volta in una discarica del pakistan, l'aspergillus tubingensis, sarebbe in grado di digerire i rifiuti in plastica.

Scoperto un fungo che divora la plastica

Un fungo scoperto per la prima volta in una discarica del pakistan, l’aspergillus tubingensis, sarebbe in grado di digerire i rifiuti in plastica. Le proprietà del microrganismo si aggiungono a quelle osservate già in diverse occasioni su specie batteriche, nonché agli appetiti della larva mangia-plastica scoperta da una ricercatrice italiana Federica Bertocchini. Gli studi sono ancora in corso, ma in futuro questo fungo potrebbe rappresentare un valido aiuto nella lotta all’inquinamento e nella trasformazione e smaltimento dei rifiuti plastici.

Nel rapporto 2018 del World’s Fungi del Royal Botanic Gardens Kew a pag 47 si parla delle capacità di bonifica ambientale ( biorisanamento) con queste parole:

“UTILIZZO DELLA CAPACITÀ DEI FUNGHI DI PULIRE L’AMBIENTE
I funghi sono notevoli nella diversità dei substrati che usano come fonti alimentari. Ciò ha portato a un crescente elenco di specie utilizzate per il biorisanamento
di ambienti contaminati da sostanze inquinanti come fuoriuscite di petrolio e sostanze tossiche sostanze chimiche (ad esempio TNT, gas nervino di sarin, pesticidi) . Tuttavia, loro
solo per la pulizia di siti contaminati da rifiuti radioattivi acidi appena iniziato a essere realizzato, in seguito alla scoperta di un fungo (Rhodotorula
taiwanensis) che non cresce solo in condizioni estremamente acide (pH 2,3) ma può anche tollerare livelli così elevati di radiazioni gamma che è uno dei
la maggior parte degli organismi resistenti alle radiazioni sulla Terra . Il suo genoma è stato di recente sequenziato per decifrare il macchinario genomico che gli consente di sopravvivere e di
determinare come questo può essere utilizzato per sviluppare nuovi modi per ripulire i terreni contaminato da rifiuti radioattivi .
Approcci simili sono anche proposti in uno studio recente che ha scoperto
un fungo (Aspergillus tubingensis) in grado di abbattere materie plastiche come
poliuretano poliestere (utilizzato in un’ampia varietà di prodotti come il frigorifero
isolamento e pelle sintetica) in settimane piuttosto che anni. Questa capacità in questo modo
ha il potenziale per essere sviluppato in uno degli strumenti necessari disperatamente
affrontare il crescente problema ambientale dei rifiuti di plastica .

IMPIANTI DI SMALTIMENTO E RECUPERO, ECCO LE NUOVE B.A.T. Nuovi standard di efficienza per ridurre l’impatto ambientale del trattamento dei rifiuti

IMPIANTI DI SMALTIMENTO E RECUPERO, ECCO LE NUOVE B.A.T.

Nuovi standard di efficienza per ridurre l’impatto ambientale dei grandi impianti di trattamento dei rifiuti, sia pericolosi che non pericolosi, e puntare così al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi europei in materia di sviluppo sostenibile. Sono quelli contenuti nelle cosiddette BAT, Best Available Techniques, pubblicate nei giorni scorsi sulla gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Le nuove BAT chiariscono quali sono le migliori tecniche e tecnologie applicabili ai processi produttivi e rappresentano un documento chiave per tutti i paesi Ue. Le misure, stima la Commissione europea, interesseranno infatti circa 4mila aziende.

L’obiettivo principale è la riduzione delle emissioni, ma non mancano i riferimenti ad altre questioni ambientali – dall’efficienza energetica a quella delle risorse (con un occhio di riguardo al consumo di acqua e al riutilizzo e recupero dei materiali), fino alla prevenzione degli incidenti, come gli incendi negli stoccaggi, fenomeno che negli ultimi mesi in Italia ha assunto le proporzioni di una autentica emergenza.

Nel documento, che contiene 53 singole conclusioni sulle BAT, si stabiliscono le condizioni di autorizzazione per un ampio ventaglio di processi: smaltimento o recupero di rifiuti pericolosi con capacità di oltre 10 Mg (ovvero tonnellate) al giorno (esclusa la discarica); smaltimento di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 50 Mg al giorno (anche in questo caso è esclusa la discarica); recupero di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 75 Mg al giorno; deposito temporaneo di rifiuti pericolosi con capacità totale superiore a 50 Mg; trattamento e gestione indipendente di acque reflue provenienti da un’installazione che svolge una delle attività precedenti. Vengono tra l’altro indicate per la prima volta a livello europeo le migliori tecniche per le emissioni nell’acqua e nell’aria derivanti dal trattamento meccanico dei rifiuti da quello aerobico.
[fonte: riciclanews.it]
Per chi voglia approfondire di seguito il link al documento pubblicato dell’unione europea:
documenti dell’UE