Smaltimento Rifiuti speciali pericolosi e speciali non pericolosi

Soluzioni per la completa gestione dei rifiuti prodotti dalle aziende

La soluzione per la gestione dei rifiuti deve essere specifica per ciascuna azienda. La sua individuazione parte dalla corretta identificazione dei rifiuti speciali e dalla loro classificazione, al fine di smaltirli in modo corretto.

Per grandi industrie del settore produttivo, piccole e medie imprese, artigiani o attività che operano nel settore dei servizi, l’individuazione della soluzione di smaltimento rifiuti più adatta prevede una prima attività di analisi e consulenza da parte del partner di riferimento che consente di elaborare un piano per la gestione dei rifiuti personalizzato.

Ridurre il proprio impatto ambientale, conferendo in modo corretto i rifiuti prodotti è il miglior modo per tutelare l’ambiente e le persone. Permette inoltre di aumentare il valore della propria azienda agli occhi dei partner e della comunità, e di rispettare i parametri europei, avviando il processo che conduce alla transizione ecologica.

Smaltimento Rifiuti speciali pericolosi e speciali non pericolosi - Ecodep

Sei in cerca di suggerimenti per la corretta gestione dei rifiuti prodotti dalla tua impresa o attività?

Quali sono i rifiuti speciali gestiti da Ecodep?

I rifiuti speciali sono tutti quei rifiuti prodotti da aziende e attività produttive.

Questi rifiuti vengono suddivisi in rifiuti speciali pericolosi e rifiuti speciali non pericolosi, sulla base delle caratteristiche del rifiuto stesso.

Lo smaltimento dei rifiuti speciali deve, secondo le normative, essere affidato ad aziende private in possesso delle autorizzazioni e delle certificazioni necessarie rilasciate dagli enti di competenza.

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Le aziende di smaltimento iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali o autorizzate dagli enti competenti, sono infatti le uniche a poter operare nel settore e provvedere allo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Il recupero e lo smaltimento sono regolati da licenze precise, il cui ottenimento dipende da alcuni requisiti come il possesso di mezzi e impianti idonei.

Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti liquidi e la depurazione delle acque reflue, ad esempio, occorre possedere un impianto di depurazione chimico-fisico-biologico che consenta il trattamento dei rifiuti liquidi conferiti nel rispetto delle norme e dell’ambiente.

Oltre a questo, per adempiere a tutte le fasi di processo, occorrono:

  • mezzi di autospurghi per prelevare i rifiuti derivanti da attività produttive in completa sicurezza, anche nel caso di sostanze pericolose (e/o regime ADR);
  • attrezzature dedicate alle operazioni di pulizia idrodinamica ad alta pressione di impianti industriali;
  • attrezzature per la bonifica di cisterne e serbatoi.

Per la raccolta e lo smaltimento di sostanze gassose pericolose, invece, è indispensabile che l’azienda incaricata sia in possesso delle certificazioni e autorizzazioni necessarie.

Unicamente le aziende in possesso di tutti i requisiti possono gestire lo smaltimento di gas refrigeranti per frigoriferi, congelatori, condizionatori domestici e di autovetture oltre che per la refrigerazione industriale, lo smaltimento di gas per pompe di calore e per estintori e impianti antincendio.

Ecodep è il partner per la completa gestione, trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali in Sicilia.

Ci occupiamo dello smaltimento dei rifiuti speciali prodotti dalle aziende e dalle attività. Offriamo soluzioni di gestione dei rifiuti pericolosi o non pericolosi, gestendo tutte le fasi della filiera:

  • raccolta;
  • trasporto;
  • selezione;
  • trattamento;
  • recupero;
  • stoccaggio e deposito.

Per la Sicilia, siamo un centro specializzato nella raccolta e smaltimento di gas speciali come Halon, Cfc e Hcfc. Possediamo impianti e attrezzature dedicate allo smaltimento dei rifiuti liquidi e di tutti i rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Siamo una realtà di riferimento per lo smaltimento di rifiuti da imballi contaminati (codice CER 150110*) con una linea dedicata agli imballaggi in metallo e una agli imballaggi in plastica, dalle quali otteniamo materia prima pronta per il riutilizzo.

Ci occupiamo della raccolta dell’olio vegetale esausto proveniente dal settore HoReCa, fornendo i contenitori per lo stoccaggio e raccogliendo l’olio a domicilio con frequenza variabile in base alle esigenze del cliente.

Tutte le nostre attività hanno l’obiettivo di supportare le aziende nella gestione responsabile dei rifiuti per preservare l’ambiente e la salute.

Quali sono i rifiuti speciali gestiti da Ecodep?
Quali sono i rifiuti speciali gestiti da Ecodep?
Quali sono i rifiuti speciali gestiti da Ecodep?

Analisi dei rifiuti speciali. Come realizzare la corretta attribuzione del codice CER (codice EER)

L’analisi dei rifiuti è un’attività fondamentale per individuare le caratteristiche dei rifiuti derivanti dalle attività produttive e determinare la loro eventuale pericolosità. 

L’impianto normativo in vigore prevede che a ciascun rifiuto venga assegnato un codice servendosi dell’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER, prima CER), questo iter identificativo si definisce classificazione dei rifiuti.

Le norme da osservare in materia di classificazione dei rifiuti sono la Direttiva 2008/98/CE (successivamente modificata dal Regolamento 2014/1357/UE della Commissione e dal Regolamento 2017/997/CE del Consiglio Europeo) e la Decisione 2000/532/CE della Commissione (sulla quale a sua volta sono intervenute la Decisione 2001/118/CE e la Decisione 2014/995/UE).

Sostanzialmente le variazioni intervengono nell’Elenco Europeo dei Rifiuti con l’introduzione di nuovi codici o con la correzione delle descrizioni di codici esistenti.
La classificazione dei rifiuti infatti si muove coerentemente nei vari Paesi dell’Unione Europea che si sono allineati nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti.

A livello nazionale il riferimento normativo è il Decreto legislativo n. 152/2006 che recentemente è stato modificato dal Decreto legislativo 116/2020.

Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) riporta nel documento “Linee guida sulla classificazione dei rifiuti” i criteri per la classificazione e definisce l’approccio metodologico grazie al quale è possibile la successiva classificazione dei rifiuti.

Questo documento, oltre all’elenco dei rifiuti, fondamentale per la corretta attribuzione del codice CER, propone anche esempi di classificazione di alcune tipologie di rifiuti.

Una specifica sezione è dedicata ai capitoli dell’Elenco Europeo dei Rifiuti, numerati in modo sequenziale fino a 20, che raggruppano i rifiuti speciali in base all’attività da cui vengono prodotti.

Questo l’elenco dei capitoli:

  1. Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali.
  2. Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti.
  3. Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone.
  4. Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell’industria tessile.
  5. Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone.
  6. Rifiuti dei processi chimici inorganici.
  7. Rifiuti dei processi chimici organici.
  8. Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso (PFFU) di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti e inchiostri per stampa.
  9. Rifiuti dell’industria fotografica.
  10. Rifiuti provenienti da processi termici.
  11. Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa.
  12. Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica.
  13. Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, voci 05 e 12).
  14. Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08).
  15. Rifiuti di imballaggio; assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi non specificati altrimenti.
  16. Rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco.
  17. Rifiuti dalle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno scavato proveniente da siti contaminati).
  18. Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da cure sanitarie).
  19. Rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale.
  20. Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata.

I codici CER sono costituiti da 3 coppie di numeri

17
Prima coppia

Settore produttivo

3
Seconda coppia

Processo o lavorazione

2
Terza coppia

Specifico rifiuto

Le prime due cifre del codice CER (o codice EER) identificano il numero del capitolo corrispondente all’attività che produce il rifiuto. 

Le successive due coppie di cifre identificano il processo con il quale è generato il rifiuto e il tipo di rifiuto stesso.

Le ultime due cifre corrispondono al rifiuto specifico.

Per ciascun capitolo, cioè per le diverse attività di provenienza, i processi di produzione dei rifiuti e le tipologie dei rifiuti vengono numerate in ordine crescente (ma non sempre sequenziale) a partire da 01 per tante quante sono le categorie richieste.

I codici CER provvisti di asterisco individuano i rifiuti pericolosi

Vengono individuati dalla norma anche i codici specchio, ovvero quelli che combinano al loro interno voci pericolose e non pericolose. Per questi rifiuti sono necessarie analisi chimiche per determinare e caratterizzare il rifiuto in questione così da adempiere a quanto previsto dalla norma e poter provvedere ad un corretto smaltimento.

Le analisi chimiche dei rifiuti hanno finalità diverse e per questo vengono ripartite secondo questi criteri:

  • classificazione, grazie alla quale è possibile determinare la pericolosità di un rifiuto;
  • caratterizzazione, per disporre degli elementi per descrivere in modo completo e dettagliato un rifiuto, individuando componenti e caratteristiche chimiche e fisiche;
  • ammissibilità, in modo da definirne il corretto smaltimento o recupero nel caso sia possibile farlo;
  • analisi prescrittive, cioè quelle richieste da enti di controllo, indagine o da provvedimenti specifici.

Ecodep offre servizi di consulenza alle aziende per lo smaltimento dei rifiuti e per le situazioni nelle quali sono richieste analisi chimiche, fa riferimento a laboratori partner accreditati Accredia.

Quali sono i riferimenti normativi e le procedure di classificazione dei rifiuti?

Corretto smaltimento dei rifiuti edili e soggetti responsabili

Le esigenze del settore edilizio per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti sono estremamente particolari. 

I fattori da considerare sono:

  • l’ingombro, che è fondamentale per definire gli spazi di un cantiere edile dedicati allo stoccaggio;
  • la pericolosità;
  • la provenienza.

Per essere più chiari, negli spazi in cui vengono raccolti i rifiuti dei cantieri, gli scarti provenienti da costruzione e demolizione vanno tenuti separati tra di loro, in base a lavorazione e tipologia, e non possono essere accumulati assieme ad altri rifiuti speciali, pena sanzioni pecuniarie e possibili imputazioni penali.

La gestione, il trasporto e il successivo smaltimento dei rifiuti e il loro conferimento presso il centro di raccolta designato, grava in capo al soggetto individuato come il produttore dei rifiuti e degli scarti.

É il contratto d’appalto a regolare i rapporti tra il committente e l’appaltatore, quindi l’impresa edile, e l’operato di quest’ultimo determina anche chi produce i rifiuti

Nel caso di un contratto in cui l’impresa abbia piena autonomia nella direzione e gestione dei lavori edili, questa risulta essere il soggetto che produce i rifiuti e di conseguenza ne diviene anche responsabile. 

Nella situazione in cui invece l’impresa fornisca attività di rimozione o smantellamento di oggetti che all’inizio delle attività sono già definibili rifiuti, il committente risulta essere il produttore dei rifiuti. 

Corretto smaltimento dei rifiuti edili e soggetti responsabili

I rifiuti edili sono i materiali di scarto derivanti dalle attività edili come guaine, rifiuti plastici, materiali isolanti, legno da demolizione e rifiuti ingombranti. La gestione di questi scarti deve avvenire nel rispetto delle normative sui rifiuti speciali unicamente da aziende autorizzate. I rifiuti prodotti dall’edilizia vengono prima di tutto raccolti in cantiere in depositi temporanei come casse scarrabili o intere aree dedicate. Vengono identificati mediante la compilazione del formulario FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti) a cui segue l’assegnazione del codice CER di pertinenza.

Altra procedura necessaria alla gestione è la compilazione del Registro di carico e scarico, che riporta nel dettaglio i rifiuti prodotti, ne descrive la raccolta e ne annota lo scarico presso uno specifico impianto. Il registro è necessario per la successiva elaborazione del MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale), la comunicazione che enti e imprese devono presentare con cadenza annuale indicando quantità e tipologia di rifiuti prodotti.

Affidarsi ad un partner competente e professionale è una garanzia per le imprese e i costruttori che lavorano nel campo edile e non intendono correre rischi.

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Smaltimento di Imballaggi contaminati CER 150110*

Come visto in precedenza, i codici CER sono sequenze numeriche grazie alle quali è possibile conoscere il comparto all’interno del quale sono stati prodotti i rifiuti, la modalità che li ha generati e le sostanze contenute.

Il codice CER 150110* descrive gli “imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze”. 

Lo smaltimento degli imballaggi venuti a contatto con sostanze pericolose, è un processo particolarmente delicato. Nel momento in cui le operazioni di smaltimento non venissero eseguite in modo corretto, il rischio è di danneggiare l’ambiente ed incorrere in sanzioni economiche o provvedimenti penali.

L’identificazione del rifiuto, come sempre, costituisce il primo passo dell’iter di gestione dei rifiuti speciali, come quelli di imballaggi contaminati: come ricordato la corretta attribuzione del codice CER dal Catalogo Europeo dei Rifiuti (o dell’equivalente codice EER dall’Elenco Europeo dei Rifiuti) è fondamentale per procedere con le attività successive.

Generalmente gli imballaggi contaminati provengono dai comparti industriali e agricoli e richiedono uno smaltimento dedicato con un impianto che ne consenta bonifica e recupero.

Gli imballaggi contaminati che presentano caratteristiche di pericolo, quindi quelli identificati dal codice citato, sono contenitori plastici o metallici di varie dimensioni come cisterne, fusti, secchi, taniche ma anche flaconi o bottiglie che sono stati in contatto con prodotti pericolosi.

Queste sostanze pericolose possono essere le più diverse e provenire da diversi settori. SI tratta ad esempio di sostanze tossiche, liquidi e solidi corrosivi o infiammabili, vernici o solventi, comburenti.

Il recupero degli imballaggi contaminati deve avvenire secondo le modalità prescritte e coinvolgere aziende autorizzate e certificate che possano garantire il rispetto delle disposizioni ambientali previste, comprese le norme di trasporto in regime ADR.

Ecodep dispone di un impianto dedicato ai rifiuti da imballaggi contaminati nei quali questi vengono recuperati con un’attività di riciclo che ne consente il reinserimento all’interno del ciclo produttivo.

Smaltimento di Imballaggi contaminati CER 150110*
Smaltimento di Imballaggi contaminati CER 150110*
Smaltimento di Imballaggi contaminati CER 150110*

L’impianto Ecodep è un sistema all’avanguardia articolato su due linee, una per il trattamento degli imballaggi in metallo (che generalmente hanno contenuto sostanze come inchiostri, vernici, oli lubrificanti, resine o simili) e un’altra linea riservata al trattamento degli imballaggi in plastica (che invece hanno contenuto sostanze quali prodotti chimici e affini).

Le due linee di recupero intervengono in modo diverso: nel caso del metallo con frantumazione e bonifica degli imballi per ottenerne un prodotto che, potendo essere trattato con successivi processi di fusione, trova impiego come materia prima nelle acciaierie. La linea dedicata agli imballi in plastica, procede con trattamento meccanico e lavaggio spinto, con un sistema di separazione della plastica poliolefinica (polietilene e polipropilene) da quella non poliolefinica.

Le materie plastiche ottenute dai trattamenti possono essere riutilizzate nelle industrie di stampaggio ed estrusione, come quelle attive nella produzione di tubi o contenitori per detergenti e prodotti analoghi.

In tempi recenti, queste materie plastiche hanno trovato una seconda vita anche in settori come l’automotive o l’arredamento che in questo modo possono valorizzare ulteriormente il prodotto finito con materie prime provenienti da un’economia circolare.

Nel trattamento degli imballaggi contaminati identificati dal codice CER 150110*, Ecodep interviene proponendo soluzioni che seguono la strategia europea del Circular and Green Economy action plan. Dar valore agli scarti e accrescere l’efficienza d’uso delle risorse è sinonimo di impegno e di rispetto nei confronti dell’ambiente.

Devi gestire rifiuti da imballaggi contaminati da sostanze pericolose?

Procedure per il corretto smaltimento dei rifiuti liquidi

Lo smaltimento dei rifiuti liquidi interessa le acque di scarico, o acque reflue, e i liquami derivanti dall’attività produttiva che non possono raggiungere la rete fognaria e necessitano quindi di essere trattati presso un impianto di depurazione.

Il Decreto legislativo n. 152/2006 (anche noto come Testo Unico Ambientale – TUA), regola le norme in materia ambientale tra cui quelle sulle acque.

Nel TUA troviamo le definizioni di:

  • acque reflue industriali: “qualsiasi tipo di acque reflue provenienti da edifici o installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento, intendendosi per tali anche quelle venute in contatto con sostanze o materiali, anche inquinanti, non connessi con le attività esercitate nello stabilimento” (D. lgs. 152/2006 art. 74 comma 1, lettera h);
  • acque reflue urbane: “il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali, e/o di quelle meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato” (D. lgs. 152/2006 art. 74 comma 1, lettera i);
  • fanghi: “i fanghi residui, trattati o non trattati, provenienti dagli impianti di trattamento delle acque reflue urbane” (D. lgs. 152/2006 art. 74 comma 1, lettera bb);
  • scarico: “qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti all’articolo 114” (D. lgs. 152/2006 art. 74 comma 1, lettera ff);
  • acque di scarico: ” tutte le acque reflue provenienti da uno scarico” (D. lgs. 152/2006 art. 74 comma 1, lettera gg).
Procedure per il corretto smaltimento dei rifiuti liquidi
Procedure per il corretto smaltimento dei rifiuti liquidi
Procedure per il corretto smaltimento dei rifiuti liquidi

Il trattamento dei rifiuti su base acquosa permette di gestire i rifiuti speciali prodotti da aziende agricole e industrie agro-alimentari, ma anche dalle attività commerciali, dagli autolavaggi e dalle realtà industriali in genere, in ottemperanza alle leggi e alle normative in materia ambientale e con la sicurezza di non arrecare danno all’ambiente o alla salute della persona.

La dispersione delle acque reflue industriali può infatti produrre gravi conseguenze dal punto di vista dell’impatto ambientale e dei potenziali rischi per la salute, connessi all’inquinamento delle falde e non solo.

I rifiuti speciali liquidi vanno accumulati all’interno di contenitori e/o vasche dedicate dalle quali sono prelevati con autobotti o autospurghi, grazie ai quali vengono conferiti presso gli impianti di smaltimento specializzati. È di fondamentale importanza intervenire con una flotta idonea e attrezzature adeguate alla raccolta e al trasporto, soprattutto nel caso di rifiuti liquidi in regime ADR (merci pericolose).

Ecodep, all’interno della propria struttura, dispone di un impianto per il trattamento chimico-fisico-biologico che consente la lavorazione e lo smaltimento dei rifiuti liquidi in fasi successive.
I diversi processi propedeutici allo smaltimento (D8 e D9) e al recupero (R7) dei rifiuti allo stato liquido vengono determinati in base alle caratteristiche stesse dei rifiuti, tenendo in considerazione il carico inquinante, le caratterizzazioni analitiche e le prove di trattamento su campioni rappresentativi.

Diverso è lo smaltimento delle acque di sentina, ovvero di quei rifiuti liquidi contaminati da idrocarburi, come ad esempio quelli prodotti dai sistemi di raffreddamento di navi e imbarcazioni.

Per gli illeciti nella gestione dei rifiuti liquidi sono previste sanzioni riportate nel titolo VI del decreto (D. lgs. 152/2006) che all’articolo 256 specifica le pene per le attività di gestione degli stessi non autorizzate, intendendo come attività raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione.

Perché scegliere Ecodep per lo smaltimento rifiuti. L’importanza del rispetto delle normative

Come abbiamo visto le attività producono diversi tipi di rifiuti speciali: pericolosi e non pericolosi, rifiuti voluminosi, acque reflue, gas, e imballi contaminati

Come è stato accennato, la gestione dei diversi rifiuti prevede trattamenti con caratteristiche distinte in tutte le sue fasi.

Indipendentemente dalla tipologia del rifiuto prodotto, il rispetto e l’attuazione delle direttive, sia nazionali che comunitarie, preserva l’azienda dalle sanzioni e garantisce un comportamento responsabile e sostenibile nei confronti dell’ambiente, anche in considerazione dell’impatto ambientale degli scarti.

Per avere garanzia di trattare i rifiuti provenienti dalle attività produttive e commerciali in modo consono, è imprescindibile avere un partner che propone una gestione dei rifiuti con soluzioni personalizzate e personalizzabili, che conosce e rispetta le normative e che si pone come consulente e supporto per le aziende.

Come abbiamo avuto modo di apprendere in questa pagina, la materia e le norme sulla gestione dei rifiuti sono articolate, in costante revisione e aggiornamento e di conseguenza richiedono un intervento da parte di realtà di settore competenti e professionali.

Perché scegliere Ecodep per lo smaltimento rifiuti. L’importanza del rispetto delle normative

Ecodep si propone come partner per i servizi ambientali avendo acquisito in 30 anni l’esperienza necessaria per intervenire con competenza e preparazione in tutta la filiera della gestione dei rifiuti. 

L’azienda è regolarmente iscritta presso l’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, è in possesso delle certificazioni e delle autorizzazioni per gestire e trasportare sostanze pericolose (anche in regime ADR).

I servizi integrati si rivolgono all’intero spettro dei produttori di rifiuti speciali: dalle grandi industrie del settore produttivo, alle aziende, alle piccole e medie imprese, agli artigiani e alle attività del settore horeca.

Le soluzioni Ecodep riguardano tutti i momenti della filiera di gestione dei rifiuti:

  • consulenza ambientale;
  • raccolta;
  • trasporto dei rifiuti ;
  • selezione;
  • stoccaggio;
  • smaltimento;
  • operazioni di recupero;
  • raccolta;
  • trasporto.

Gli impianti per il trattamento degli imballaggi contaminati (codice CER 150110*) e per le lavorazioni che riguardano rifiuti liquidi e acque reflue sono la risposta anche per aziende che producono rifiuti che devono essere smaltiti con processi particolari per ridurne l’impatto ambientale.

Il personale Ecodep ha le competenze per assistere le aziende produttrici di rifiuti nella compilazione della documentazione prevista del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD): il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) e il Registro di carico e scarico.

Le soluzioni proposte consentono una gestione dei rifiuti a 360 gradi, dagli aspetti amministrativi a quelli tecnici e logistici, ecco perché affidare la tua azienda a Ecodep.

Smaltimento rifiuti: consigli per una corretta gestione

Scarica il contenuto di questa pagina per avere sempre a disposizione tutte le informazioni utili alla tua azienda e ai tuoi collaboratori per la gestione delle diverse tipologie di rifiuti.

Smaltimento rifiuti: consigli per una corretta gestione

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Smaltimento rifiuti: consigli per una corretta gestione - Ecodep