Perché lo smaltimento degli estintori è un tema critico per le aziende
Lo smaltimento estintori non è semplicemente un obbligo formale: è una componente essenziale della gestione responsabile dei rifiuti aziendali, con impatti su sicurezza antincendio, ambiente e compliance normativa. In Italia gli estintori esausti o non più funzionanti sono classificati come rifiuti speciali – spesso pericolosi – e devono essere trattati con procedure dedicate, codici EER (o codici CER) corretti e affidati a operatori autorizzati.
Di seguito analizziamo quali sono le tipologie di estintori e di gas, cosa impongono le normative vigenti per quanto concerne le modalità di smaltimento corrette e quali sono rischi, sanzioni e best practice per gestire gli estintori aziendali in modo conforme ed efficiente.
Tipologie di estintori e agenti estinguenti
Gli estintori, a seconda dell’uso e dell’agente estinguente, rientrano in diverse categorie. La corretta classificazione è fondamentale per una gestione conforme dello smaltimento.
- Estintori a polvere (portatili e carrellati): contengono polvere estinguente chimica; richiedono trattamenti specifici per le polveri residue.
- Estintori a CO₂: contengono gas compressi come anidride carbonica; il trattamento dei gas è un passaggio critico.
- Estintori a schiuma o ad agenti liquidi: le schiume possono richiedere gestione separata dei residui liquidi.
Oltre alla tipologia di agente estinguente, estintori portatili (fino a ~20 kg) e carrellati (>20 kg) differiscono anche per modalità di ritiro e trasporto.
Durata estintore e obblighi di sostituzione
La durata effettiva di un estintore dipende dal tipo, dalle condizioni d’uso e dalla manutenzione degli estintori. La normativa UNI EN 3/7 definisce criteri tecnici e di sicurezza che influenzano la vita utile, ma è prassi comune considerare che un estintore non debba essere utilizzato oltre i limiti di sicurezza indicati dal produttore e verificati nei controlli periodici (ogni 12–36 mesi per revisione e controllo periodico).
Quando un estintore è scaduto o non più efficiente, deve essere dismesso e avviato a smaltimento, non reimmesso in servizio.
Normativa vigente per lo smaltimento estintori
In Italia la disciplina sullo smaltimento è armonizzata dal D.Lgs. 152/2006 – Testo Unico Ambientale, che:
- considera gli estintori come rifiuti speciali e, in alcuni casi, rifiuti pericolosi;
- impone la gestione tramite operatori iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali;
- richiede formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) per la tracciabilità;
- prevede sanzioni in caso di smaltimento improprio.
Parallelamente, il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER – EER) assegna codici specifici che guidano l’identificazione e il trattamento dei diversi materiali.
Codici CER - EER per la gestione degli estintori
Attribuire il corretto codice CER – EER è un passo obbligatorio per la gestione di estintori esausti e residui di gas o polveri.
I principali codici CER – EER associati a questa tipologia di rifiuto sono:
- CER 16 05 05 – Estintori contenenti gas o polvere (generico)
- CER 16 05 09 – Polveri estinguenti esauste
- CER 16 05 04* – Gas in contenitori a pressione contenenti sostanze pericolose
L’attribuzione del codice è fondamentale e dipende dalla tipologia di gas contenuto all’interno della bombola.
I codici EER non sono un semplice adempimento: definiscono il ciclo di trattamento, impianti destinatari, modalità di riutilizzo o recupero e costi di smaltimento.
Come si esegue lo smaltimento degli estintori
Lo smaltimento degli estintori esausti è un processo strutturato che deve essere gestito in modo professionale, nel rispetto della normativa vigente sullo smaltimento gas e delle regole sulla sicurezza ambientale. Non si tratta di una semplice dismissione, ma di una serie di attività tecniche finalizzate a eliminare ogni rischio e garantire la corretta tracciabilità del rifiuto.
Ritiro e trasporto in sicurezza
La prima fase riguarda il ritiro degli estintori esausti presso l’azienda. Questa operazione deve essere effettuata esclusivamente da personale qualificato, utilizzando mezzi autorizzati al trasporto di rifiuti speciali pericolosi. Gli estintori, infatti, possono contenere gas compressi, polveri estinguenti o altri agenti estinguenti che, se gestiti in modo improprio, rappresentano un rischio concreto per le persone e per l’ambiente.
Bonifica del contenuto e separazione delle componenti
Una volta conferiti all’impianto autorizzato, gli estintori vengono sottoposti a una fase fondamentale di bonifica. In questa fase l’estintore viene svuotato in sicurezza dai residui di gas e di polvere estinguente, eliminando ogni potenziale pericolo.
Successivamente si procede allo smontaggio delle singole componenti, separando:
- il corpo metallico,
- le parti in plastica,
- l’agente estinguente residuo.
Ogni materiale viene così avviato al trattamento più idoneo in base al codice CER assegnato e al livello di pericolosità del rifiuto.
Recupero e riciclo dei materiali
Dopo la separazione, le diverse componenti seguono percorsi differenti. I metalli ferrosi e non ferrosi e le plastiche, quando possibile, vengono avviati a recupero e riciclo, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale.
Le sostanze classificate come pericolose, invece, vengono gestite secondo procedure specifiche: possono essere smaltite come rifiuti pericolosi o destinate a recupero energetico, sempre nel pieno rispetto della normativa ambientale e di sicurezza.
Così come per gli estintori, tutte le bombole contenenti gas devono essere gestite in modo conforme. Puoi approfondire lo smaltimento bombole nell’articolo blog dedicato.
Corretto smaltimento di bombole gas speciali, cosa fare per rispettare la legge e l’ambiente
Documentazione e tracciabilità del rifiuto: xFIR e RENTRI
Un aspetto spesso sottovalutato, ma centrale nella gestione corretta dello smaltimento estintori, è la documentazione. Ogni operazione di smaltimento rifiuti, inclusa quella relativa agli estintori esausti, deve essere tracciata in modo puntuale, secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di rifiuti speciali.
Oggi la tracciabilità non è più solo cartacea. Con l’introduzione dei nuovi strumenti digitali, le aziende sono chiamate ad adeguarsi a un sistema sempre più strutturato e trasparente.
xFIR: il formulario di identificazione rifiuti digitale
L’xFIR rappresenta l’evoluzione digitale del tradizionale Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR). Anche per lo smaltimento degli estintori, il formulario xFIR consente di gestire in modo più efficiente e sicuro tutte le informazioni legate al trasporto e alla destinazione del rifiuto.
Attraverso l’xFIR vengono tracciati:
- il produttore del rifiuto (l’azienda);
- il trasportatore autorizzato;
- l’impianto di destino;
- il codice CER assegnato (ad esempio CER 160505, CER 160509 o CER 16 05 04*);
- le caratteristiche di pericolosità del rifiuto.
La digitalizzazione del formulario riduce il rischio di errori, migliora la conservazione dei dati e semplifica la gestione documentale in caso di verifiche o controlli.
Approfondisci l’adizione del formulario xFIR
RENTRI: il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti
Accanto all’xFIR, un ruolo sempre più centrale è svolto dal RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti). Il RENTRI introduce un sistema digitale unico per la gestione dei registri di carico e scarico, obbligatorio anche per le aziende che producono e gestiscono rifiuti speciali, come gli estintori esausti.
Attraverso il RENTRI:
- vengono digitalizzati i registri di carico e scarico;
- si garantisce una tracciabilità continua del rifiuto, dalla produzione allo smaltimento finale;
- si rafforza il controllo da parte degli enti competenti;
- si riducono le criticità legate a errori formali o mancanze documentali.
Per le aziende, questo significa maggiore responsabilità ma anche maggiore tutela, a condizione di affidarsi a partner in grado di supportarle correttamente nell’adeguamento al sistema.
Perché la tracciabilità tutela davvero l’azienda
La corretta gestione di xFIR, RENTRI e registri di carico e scarico non è un semplice adempimento burocratico. È lo strumento che permette all’azienda di:
- dimostrare la corretta gestione del rifiuto in caso di controlli;
- ridurre il rischio di sanzioni amministrative e penali;
- tutelarsi da responsabilità future legate allo smaltimento;
- garantire trasparenza e conformità normativa lungo tutta la filiera.
Nel caso dello smaltimento estintori, dove sono spesso coinvolti rifiuti pericolosi, la tracciabilità diventa un elemento chiave della gestione ambientale e della sicurezza aziendale.
Rischi e sanzioni per smaltimento scorretto
Gestire in modo improprio gli estintori esausti, ad esempio conferendoli nei rifiuti comuni o affidandoli a soggetti non autorizzati, espone l’azienda a conseguenze rilevanti.
Le principali criticità riguardano:
- sanzioni amministrative e penali previste dalla normativa ambientale;
- responsabilità diretta del produttore del rifiuto, ovvero dell’azienda o del datore di lavoro;
- danni ambientali e potenziali rischi per la salute pubblica;
- problemi di compliance normativa e rilievi durante ispezioni e controlli degli enti competenti.
Per questo motivo, affidarsi a un partner specializzato come Ecodep non è solo una scelta operativa, ma una vera e propria garanzia di sicurezza, conformità e tutela aziendale.
Smaltimento estintori: best practice per le aziende
✅ Pianificare la manutenzione degli estintori e controlli periodici di revisione programmata
✅ Tenere traccia delle scadenze di durata e sostituire prima della perdita di efficienza
✅ Affidare il ritiro e smaltimento a partner certificati come Ecodep
✅ Verificare codici CER e FIR prima della consegna del rifiuto
✅ Integrare processi di sicurezza antincendio con gestione rifiuti nella politica ESG
Devi smaltire gli estintori presenti nella tua azienda?
FAQ – Smaltimento estintori
Quando un estintore diventa un rifiuto da smaltire?
Quando è scaduto, usurato o non più efficiente ai controlli di manutenzione, e non può più essere utilizzato in sicurezza.
Posso smaltire un estintore nei rifiuti indifferenziati?
No: gli estintori contengono gas e agenti chimici che li rendono rifiuti speciali, spesso pericolosi; vanno conferiti tramite operatori autorizzati.
Quali codici CER si utilizzano per estintori?
I codici più comuni sono 16 05 05, 16 05 09 e 16 05 04* per polveri estinguenti, oltre ai codici specifici per gas e materiali metallici/plastica.
Chi è responsabile della gestione dei rifiuti?
Il produttore del rifiuto (azienda o attività) è responsabile della gestione fino alla destinazione finale conforme.
Cosa rischio smaltendo in modo scorretto?
Si rischiano sanzioni amministrative e penali, oltre a responsabilità per danni ambientali e igiene pubblica.