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Smaltimento Imballaggi Contaminati. Servizio smaltimento e recupero CER. 150110 imballaggi e contenitori di Plastica, Metallo, HDPE, PP, PPPE contaminati.

Smaltimento e recupero di imballaggi contaminati da sostanze pericolose

Ecodep offre servizio di Smaltimento e recupero di imballaggi contaminati da sostanze pericolose.

Recupero imballaggi e contenitori di Plastica, Metallo, HDPE, PP, PPPE contaminati.

I rifiuti di imballaggio contaminati sono classificati con CODICE CER. 150110*: imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze.

Non dichiarare la pericolosità di determinati rifiuti può comportare sanzioni.

La tipologia e la casistica comprende varie nature e forme di imballaggi ( a volte multimateriale imballaggi di Plastica, Metallo, HDPE, PP, PPPE), affidarsi alla consulenza specifica di Ecodep per le esigenze e le operazioni di smaltimento e recupero in ambito aziendale e industriale è fondamentale per non incorrere in pesanti sanzioni.

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Non sempre è possibile ricorrere al criterio analitico nella classificazione

Il criterio della concentrazione limite delle sostanze pericolose va applicato esclusivamente nei casi in cui il rifiuto sia identificato da codice CER con voce speculare, l’una riferita al rifiuto pericoloso (contrassegnato con asterisco nel catalogo europeo CER) e l’altra concernente quello non pericoloso. Solo in questo caso il produttore può e deve procedere ad un’analisi chimica di un campione rappresentativo di rifiuto per stabilire la concentrazione di sostanze pericolose e classificarlo, di conseguenza, come rifiuto pericoloso (attribuendo il CER con asterisco) o non pericoloso. Diversamente il criterio analitico non è applicabile ed il rifiuto deve essere identificato come pericoloso in virtù della sua stessa natura, a prescindere da qualsiasi evidenza analitica, quand’anche questa possa dimostrarne il contrario.

Smaltimento Cartongesso e Gesso. Ecodep, azienda certificata, smaltimento dei rifiuti speciali da lavorazioni edilizie quali CARTONGESSO E GESSO.

Smaltimento Cartongesso e Gesso

Un fungo scoperto per la prima volta in una discarica del pakistan, l'aspergillus tubingensis, sarebbe in grado di digerire i rifiuti in plastica.

Scoperto un fungo che divora la plastica

Un fungo scoperto per la prima volta in una discarica del pakistan, l’aspergillus tubingensis, sarebbe in grado di digerire i rifiuti in plastica. Le proprietà del microrganismo si aggiungono a quelle osservate già in diverse occasioni su specie batteriche, nonché agli appetiti della larva mangia-plastica scoperta da una ricercatrice italiana Federica Bertocchini. Gli studi sono ancora in corso, ma in futuro questo fungo potrebbe rappresentare un valido aiuto nella lotta all’inquinamento e nella trasformazione e smaltimento dei rifiuti plastici.

Nel rapporto 2018 del World’s Fungi del Royal Botanic Gardens Kew a pag 47 si parla delle capacità di bonifica ambientale ( biorisanamento) con queste parole:

“UTILIZZO DELLA CAPACITÀ DEI FUNGHI DI PULIRE L’AMBIENTE
I funghi sono notevoli nella diversità dei substrati che usano come fonti alimentari. Ciò ha portato a un crescente elenco di specie utilizzate per il biorisanamento
di ambienti contaminati da sostanze inquinanti come fuoriuscite di petrolio e sostanze tossiche sostanze chimiche (ad esempio TNT, gas nervino di sarin, pesticidi) . Tuttavia, loro
solo per la pulizia di siti contaminati da rifiuti radioattivi acidi appena iniziato a essere realizzato, in seguito alla scoperta di un fungo (Rhodotorula
taiwanensis) che non cresce solo in condizioni estremamente acide (pH 2,3) ma può anche tollerare livelli così elevati di radiazioni gamma che è uno dei
la maggior parte degli organismi resistenti alle radiazioni sulla Terra . Il suo genoma è stato di recente sequenziato per decifrare il macchinario genomico che gli consente di sopravvivere e di
determinare come questo può essere utilizzato per sviluppare nuovi modi per ripulire i terreni contaminato da rifiuti radioattivi .
Approcci simili sono anche proposti in uno studio recente che ha scoperto
un fungo (Aspergillus tubingensis) in grado di abbattere materie plastiche come
poliuretano poliestere (utilizzato in un’ampia varietà di prodotti come il frigorifero
isolamento e pelle sintetica) in settimane piuttosto che anni. Questa capacità in questo modo
ha il potenziale per essere sviluppato in uno degli strumenti necessari disperatamente
affrontare il crescente problema ambientale dei rifiuti di plastica .

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